     p 58 .
Paragrafo 7 . Engels e il positivismo.

     
Introduzione.

Secondo  una  tradizione storiografica messa in  dubbio  negli  ultimi
decenni,  Marx avrebbe dichiarato l'intenzione di dedicare Il capitale
a  Darwin, e questi avrebbe rifiutato.(105) E' comunque fuor di dubbio
il grande interesse di Marx ed

p 59 .

Engels per i risultati che andava ottenendo la ricerca scientifica  in
ambito  positivista:  a  proposito  della  teoria  evoluzionistica  di
Darwin, Marx scrive ad Engels: Il Darwin, che sto appunto leggendo  
proprio  stupendo(106);  oppure Il libro  di  Darwin  sulla  Natural
Selection,  per quanto svolto grossolanamente all'inglese, contiene  i
fondamenti storico naturali del nostro modo di vedere(107).

Il socialismo scientifico.

Marx  si  ferma a questa considerazione: la storia naturale  la  base
materiale su cui si svolge la storia umana. Engels va molto al di  l:
si  convince  che la dialettica (che insieme a Marx aveva  individuato
come  legge fondamentale della concezione materialistica della storia)
possa   diventare  scienza  della  universale  interdipendenza(108):
quella unica legge che - come la legge dei tre stadi del positivista
Comte(109) - regola il Tutto.

La dialettica della natura.

In  maniera  molto  schematica,  Engels ripropone  il  rovesciamento
operato  da Feuerbach nei confronti del pensiero di Hegel: l'errore  -
egli  scrive  - consiste nel fatto che, per Hegel, queste  leggi  [le
leggi della dialettica] non sono ricavate dalla natura e dalla storia,
ma  sono  ad  esse  elargite dall'alto come leggi del  pensiero(110).
Engels,  che  pure  -  come abbiamo visto -  si  era  fatto  sensibile
interprete  dell'esigenza di non ridurre a  uno  schema  meccanico  il
rapporto  fra  struttura  e  sovrastruttura,  sembra  dimenticare   un
elemento  essenziale  di  tutta la teoria che  era  andato  elaborando
insieme a Marx: l'importanza

p 60 .

del  momento  soggettivo nello sviluppo della storia  e  nelle  stesse
relazioni  economiche  all'interno del processo  di  produzione  delle
merci; poich gli uomini - anche se considerati come classe e non come
individui,  addirittura anche se considerati come merce  -  hanno  una
natura  del tutto diversa da tutti gli altri oggetti, sono  una  merce
del  tutto  particolare.  Trascurando questa  distinzione  essenziale,
Engels  scopre  la  dialettica nella natura: la  vede  nei  fenomeni
elettrici   e  magnetici,  nella  termodinamica,  nella   biologia   e
nell'evoluzione delle specie, nella matematica e nell'astronomia.
     Se  nella Dialettica della natura - alla quale aveva pensato fino
dal 1858, ma che lasci incompiuta e sotto forma di manoscritto(111) -
Engels dava spazio alla propria vocazione al sistema (all'interno  del
quale  tutte  le  cose sono governate da un'unica  legge  universale),
nella  serie  di  articoli pubblicati a partire dal gennaio  del  1877
contro  il  positivista  Eugen Dhring egli cede  alla  tentazione  di
redigere  un vero e proprio manuale del socialismo.(112)  Una  parte
dell'opera  -  come abbiamo gi visto - fu pubblicata in  un  opuscolo
separato,  con  il titolo Il socialismo dall'utopia alla  scienza,  ed
ebbe un successo straordinario all'interno del movimento socialista.

L'origine della famiglia, della propriet privata e dello stato.
     
La  stessa oggettivit scientifica caratterizza anche lo scritto  di
Engels  su L'origine della famiglia, della propriet privata  e  dello
stato,(113)  in  cui le pi importanti istituzioni  sociali  vengono
considerate  un prodotto delle condizioni materiali e,  quindi,  hanno
una origine e una evoluzione storicamente determinata.
     Engels, utilizzando gli studi di etnologia e di antropologia,  ha
trovato  le  prove che confermano e rafforzano la teoria marxista  del
carattere artificiale della famiglia, della propriet privata e  dello
stato,  affossando cos definitivamente la posizione di  quanti  -  da
Aristotele a Hegel - ne avevano sostenuto il carattere naturale.
     L'incontro fra il marxismo e le scienze naturali e dell'uomo  che
si  andavano sviluppando in ambito positivista sembra dar luogo a  una
unione  invincibile,  e costituire uno strumento  formidabile  per  la
liberazione dell'uomo da tutte le forme - materiali e culturali  -  di
schiavit.
     In  questo  incontro per si unificano le tendenze al  dogmatismo
presenti
     
     p 61 .
     
     sia  nel positivismo sia nel marxismo, e quest'ultimo perde  gran
parte del suo originario atteggiamento di apertura e di interesse  per
l'uomo reale individuale(114), con tutta la sua carica soggettiva, per
ridurlo  a uno dei tanti oggetti di cui la scienza studia l'origine,
l'evoluzione, il destino e le leggi della natura che li regolano.

Le colpe di Engels.
     
A mano a mano che il marxismo diventa sempre di pi strumento di lotta
politica   (fino  ad  assurgere  al  ruolo  di  filosofia  ufficiale
dell'Unione Sovietica dopo la Rivoluzione d'ottobre) si assiste  a  un
fenomeno   contraddittorio:   da   un   lato   si   moltiplicano    le
interpretazioni  - spesso opposte fra loro - del pensiero  di  Marx;
dall'altro emerge una progressiva tendenza alla semplificazione,  alla
riduzione  della filosofia marxiana a una serie di formule  buone  per
tutte le occasioni e per risolvere tutti i problemi.
     Sicuramente  una  parte  di  responsabilit  di  quest'opera   di
semplificazione    imputabile a Engels e  ai  suoi  scritti  che  qui
abbiamo  ricordato, ma non crediamo che sia condivisibile la posizione
di  quanti  hanno voluto separare completamente l'opera di  Engels  da
quella  di  Marx  e, addossando tutte le colpe al primo,  salvare  e
.assolvere il secondo; ma nemmeno quella di chi ha inteso  riproporre
la  dialettica materialistica di Engels come base dell'odierno  lavoro
scientifico e della riflessione filosofica di oggi.(115)
     Engels  -  dopo la morte di Marx (1883) e di fronte  al  dilagare
delle  polemiche all'interno del movimento socialista  di  ispirazione
marxista  -  si  sente in dovere di ergersi a difesa  dell'ortodossia,
cio  della corretta interpretazione del pensiero suo e di Marx.  Come
ogni  ortodossia, il marxismo ha bisogno di un catechismo, ed Engels
lo fornisce.
     Se   i   risultati  dell'applicazione  pratica  di  un  marxismo
semplificato sono stati terribili - come vedremo nella seconda  parte
di  questo  volume  -, ci  imputabile ad almeno  tre  fattori:  agli
interpreti  del catechismo engelsiano che - oltre a interpretarlo  -
lo  hanno  messo  in  pratica  (Stalin, per  fare  un  nome  solo,  ma
significativo);  alla  semplificazione  da  parte  di  Engels;  alla
dottrina   semplificabile  di  cui  Engels  condivide  con   Marx   la
responsabilit.
